Veltroni scrive una lettera agli altri candidati: non facciamoci del male, sono disponibile a un confronto pubblico.
A stretto giro di posta rispondono Mario Adinolfi e Rosy Bindi che accolgono con soddisfazione la disponibilità al confronto (deve essere pubblico e televisivo, dice Adinolfi), ma non rinuciano alla polemica, accusando Veltroni di essere paternalistico (Adinolfi) e reticente (Bindi).
Le critiche più pungenti sono indirizzate ai collaboratori di Veltroni, accusati di usare toni sopra le righe. Mi pare comunque che tutti gli avversari di Veltroni, in reazione al presunto largo vantaggio di cui gode, si sentano autorizzati a non limitarsi nei toni e nei contenuti della polemica contro di lui. Comunque per ora tutto rimane entro i limiti di un confronto "franco ma leale", come si dice, e non pregiudica la futura collaborazione.

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