Veltroni scrive una lettera aperta ai presidenti dei comitati Veltroni e ai segretari di DS e Margherita, Fassino e Rutelli.
La lettera ribadisce il punto di vista di Veltroni sul PD e poi scende anche su alcuni aspetti più operativi, mettendo alcuni paletti non banali, ne riporto alcuni passaggi.
"...
E’ essenziale, ai fini del successo di questa nostra grande impresa comune, che ci impegniamo insieme a promuovere liste che in tutti i collegi rappresentino e valorizzino, anche con l’adeguata presenza nelle teste di lista, la molteplicità di apporti, politici, amministrativi, intellettuali, sociali e civili, alla costruzione del partito nuovo; favoriscano l’incontro tra le culture politiche e il rimescolamento delle appartenenze partitiche; trasformino radicalmente la composizione della classe dirigente italiana, oggi terribilmente invecchiata e quasi esclusivamente maschile, prevedendo, accanto alla quota obbligatoria del 50 per cento di donne, una consistente presenza giovanile.
E’ in questo spirito che nei prossimi giorni mi permetterò di indicare, a chi nelle diverse realtà regionali si sta organizzando per sostenere la mia candidatura, un’ampia rosa di centinaia di nomi di personalità che rappresentino le qualità migliori della società italiana. Personalità autorevoli, indipendenti, la cui presenza, per le loro competenze, per la loro esperienza, per il loro impegno nella vita quotidiana del Paese e per la passione civile che le anima, è di vitale importanza per il successo della vera e propria rivoluzione democratica che il Pd intende rappresentare. E’ questo, per me, un punto decisivo, pregiudiziale: non potrò infatti sottoscrivere l’apparentamento a liste che non rispecchino tali caratteristiche di pluralismo, di innovazione e di apertura.
...
Sia nell’elaborazione degli statuti regionali, sia nella scelta dei nuovi dirigenti, penso quindi che si debba non solo rispettare, ma anzi valorizzare l’autonomia di ogni contesto regionale e locale, autonomia che peraltro ha già portato, fin dall’inizio, a diverse candidature nate come libera espressione della società civile. Di procedere in questo modo lo impone la coerenza con la scelta di far nascere il partito nuovo attraverso un percorso di ampia partecipazione dal basso. Va quindi contrastata anche la sola impressione che si intenda procedere alla scelta dei nuovi dirigenti attraverso pratiche di cooptazione, centralistiche e spartitorie.
Penso ci si debba piuttosto impegnare tutti perché dalle elezioni del 14 ottobre emerga, anche attraverso competizioni aperte alla partecipazione di più candidati, un gruppo di segretari regionali che veda la presenza di molte donne e, accanto a giovani dirigenti di partito, noti per il loro impegno a favore del Pd, l’apporto di energie nuove, provenienti dal mondo del lavoro, della cultura, delle professioni, delle istituzioni.
...
Dovremo fare tutto questo, dando vita ad un partito che sia grande per la partecipazione popolare che deve saper promuovere, ma lieve per la sua struttura e i suoi costi. Se è vero, come denunciavano nei giorni scorsi Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella, citando una ricerca prodotta per la Camera dei Deputati, che il contribuente italiano paga per il finanziamento dei partiti molto di più degli altri contribuenti europei, dobbiamo dire con chiarezza che è giunto il momento di riportare la nostra spesa pubblica per il finanziamento dei partiti ai livelli del resto d’Europa. "
Il testo completo della lettera.

0 commenti:
Posta un commento