sul tema della rinegoziazione dei mutui, provvedimento approvato ieri dal CDM, che riguarda tanti giovani coppie pubblichiamo un contributo “critico” di Fabrizio Barini Tesoriere Provinciale del Partito Democratico
Ma Tremonti non aveva giurato che "banche e petrolieri" sarebbero stati i più colpiti dalla nuova linea fiscale del governo? Gli istituti di credito ovvero i poteri forti che si sarebbero celati dietro Prodi, e alcuni componenti del suo Governo, sino a qualche settimana fa sembravano nel mirino del Ministro, che sui giornali aveva anche fatto trapelare il presunto prezzo del sostegno al precedente esecutivo: 2 miliardi di euro.
E invece Tremonti ha trovato il sistema, di salvare capra e cavoli: tenersi buone le banche e conquistare la fiducia dei cittadini attraverso la riduzione immediata delle rate dei mutui, cresciute, a seguito dell'impennata dei tassi, anche del 50% rispetto ai livelli del 2006.
L'idea sembra geniale: coloro che hanno sottoscritto un mutuo per la prima casa a tasso variabile antecedentemente al 1° gennaio 2007 potranno rinegoziarlo trasformandolo da variabile a fisso riducendo l’importo della rata che sarà calcolata non più sui tassi attuali ma su quelli medi praticati nel 2006. Il risultato “politico” sarà un una rata più leggera per la gioia dei cittadini.
In realtà le cose sono molto diverse. Non c'e' nessun risparmio per i cittadini. Coloro che aderiranno alla proposta Banche/Tremonti non faranno altro che allungare la durata del mutuo originario. Come? Il risparmio "immediato" che si avrà dalla rinegoziazione a tasso fisso in realtà diventerà un nuovo debito che il cittadino avrà nei confronti della banca in aggiunta a quello già sottoscritto. Un “finanziamento accessorio” a tasso fisso a condizioni di mercato (IRS + 0.5% per chi se ne intende) la cui durata sarà in funzione dell'andamento dei tassi. Più questi aumenteranno più il nuovo mutuo si ingrosserà allungando i tempi del rimborso del debito complessivo. E se i tassi dovessero scendere? Si ridurrà la rata del mutuo originario senza però intaccare il finanziamento accessorio che continuerà a maturare interessi allungando la scadenza del debito complessivo.
Il principale beneficiario di questo complesso meccanismo saranno quindi le banche le quali, grazie a Tremonti, avranno la possibilità di fare sottoscrivere ai loro clienti nuovi finanziamenti sui quali riusciranno a generare lauti profitti attraverso costi occulti come sempre accaduto. Gli stessi istituti di credito che, grazie al mancato rispetto della legge Bersani sulla portabilità dei mutui, hanno già incassato 15 miliardi di euro nel corso dell’ultimo anno.
E il cittadino? La rinegoziazione collettiva azzera la concorrenza tra istituti di credito, elimina la convenienza alla portabilità, limita la detraibilità degli interessi passivi, e a fronte di un iniziale beneficio, comporterà come minimo due anni in più di rate da pagare, qualunque sia l'andamento dei tassi.

0 commenti:
Posta un commento