Le nuove forme della partecipazione politica
La nascita del partito democratico e la direzione che al partito ha impresso Walter Veltroni rappresentano un punto di svolta cruciale nella vita della democrazia italiana. È dalla metà degli anni settanta che la fine del modello dei grandi partiti di massa ha posto il problema di trovare nuove forme di partecipazione politica in grado di dotare le istituzioni del consenso necessario per fare crescere la società italiana. Forme che né le formule politiche degli anni ottanta, né i caotici tentativi dell'eterna transizione italiana del quindicennio successivo sono stati in grado di trovare. Il partito democratico non può, quindi, essere il punto di arrivo di storie gloriose, ma rappresenta la consapevolezza che quelle storie sono definitivamente finite e non sono più in grado di dare indicazioni praticabili.
La scelta di utilizzare lo strumento delle primarie per accompagnare i primi passi del partito indica con chiarezza la volontà di fare a meno degli apparati, anche di quelli locali su base volontaria, per intraprendere la strada di verificare all'interno della società la qualità delle scelte politiche. Un partito costruito sulle primarie è un partito aperto, scalabile dall'esterno, nel quale i mandati vengono affidati a termine sulla base di programmi la cui validità viene stabilita dal responso elettorale.
La fisionomia che vogliamo dare al circolo di Borgomanero discende direttamente da queste premesse. L'adesione allo strumento delle primarie rappresenta una scelta strategica, che supera la pratica della militanza che abbiamo ereditato dai partiti di massa, e che cerca nuovi modi di radicarsi nella società italiana.
La società contemporanea è frammentata. Richiede un progetto politico che sia in grado di delineare l'interesse generale, ma non può più essere sottoposta a vincoli di sudditanza politica.
Per questo il partito deve dotarsi di strumenti che lo mettano in condizioni di comprendere il territorio - inteso in senso ampio e non riducibile in modo anacronistico al campanile - costruendo relazioni con le forze dinamiche che operano al suo interno, per essere in grado di formulare proposte politiche credibili.
Per non essere un semplice contenitore è indispensabile che il partito si preoccupi di costruire percorsi di approfondimento permanenti, che diano i materiali su cui costruire una cultura politica in grado di fronteggiare le sfide contemporanee, rivolgendo un'attenzione particolare alle nuove generazioni, nella convinzione che chi non pensa al futuro non ha nulla di significativo da dire sul presente.
Vogliamo un partito capace di raggiungere tutti i suoi potenziali elettori, aperto a tutte le forme di partecipazione e all’uso di diversi canali di comunicazione.
Vogliamo infine un partito che favorisca una partecipazione attiva ampia, evitando l’accumulo degli incarichi su poche persone.
Giovanni A. Cerutti, Franca Biondelli, Piergiorgio Fornara, Pierbartolo Giromini, Margherita Brigonzi, Gianni Cerutti, Giuseppe Volta, Flavio Antonioli, Jacopo Montanini, Maria Teresa Erbetta, Manuel Cerutti, Sergio Vercelli
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