Sabato 27 a Milano si è svolta la prima riunione dell'assemblea costituente. Di Borgomanero ha partecipato Gaetano Vullo. Domenica mattina l'ho incontrato in piazza, era molto soddisfatto, ha trovato un clima molto buono ("come se fossimo sempre stati un unico partito" ha detto). La senzazione è che l'assemblea gli abbia trasmesso una carica di ottimismo.
Tra le decisioni prese dall'assemblea segnalo:
- la costituzione di 3 commissioni (statuto, manifesto dei valori, codice etico)
- una gestione decentrata dei finanziamenti: "gli eletti aderenti al partito democratico contribuiranno al finanziamento del partito al livello (comunale, provinciale, regionale, nazionale) territorialmente corrispondente;"
- il 24 novembre in ogni provincia verranno eletti i Coordinatori provinciali, a votarli saranno gli eletti nelle assemblee costituenti regionale e nazionale (votazione a maggioranza assoluta dei presenti con eventuale ballottaggio tra i primi due).
- un punto che ci riguarda da vicino: "In caso di collegio riguardante più province l’eletto vota nella provincia con il maggior numero di elettori nello stesso collegio." quindi (suppongo) tutti gli eletti nel collegio 16 voteranno per il segretario di Novara, non del VCO.
- Si costituisce anche un "Coordinamento Provinciale, composto dagli eletti nelle assemblee costituenti, nonché dai Sindaci e dai Capigruppo Consiliari del PD nei Comuni capoluogo, dai Presidenti di Provincia e dai capigruppo provinciali del PD, dai consiglieri regionali e dai parlamentari aderenti a gruppi del PD. Il Coordinamento provinciale può allargarsi ad altre persone con il voto favorevole di due terzi i componenti dello stesso". Si dà per scontata quindi la creazione in tempi rapidi dei gruppi consiliari unitari del PD e la elezione del capogruppo avrà rilevanza anche ai fini del coordinamento provinciale.
- entro il 23 dicembre saranno convocate dai Segretari regionali in accordo con i Coordinatori provinciali, assemblee di tutti i votanti alle primarie del 14 ottobre per costituire il partito democratico nei territori, secondo le modalità decise congiuntamente dal Segretario Nazionale e dai Segretari Regionali.
Il testo completo del dispositivo approvato.
Su queste prime decisioni non sono mancate critiche al modo di scegliere i coordinatori provinciali, perplessità di Letta, ancora pesanti critiche di Rosy Bindi, mentre Adinolfi invita a deporre le armi.
Personalmente credo (mi auguro) che queste prime decisioni, fatte in fretta per non paralizzarsi subito (un rischio evidente con un'assemblea di 2800 persone) non pregiudichino una impostazione più compiutamente collegiale e democratica che potrà essere definita dallo statuto.

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