venerdì 19 dicembre 2008

PD di rito ambrosiano

Il neo segretario milanese dei democratici, Stefano Draghi, vuol radicare il Pd nelle periferie dove ha perso smalto. E punta su circoli che offrano servizi ai cittadini.
A Milano ci sono 42 circoli del PD. Non pochi. Ma in parte ancora ricalcano anche topograficamente le vecchie sezioni di DS e Margherita. Come infondere loro nuovo slancio in una città di granitiche simpatie berlusconiane? Il neo segretario cittadino dei democratici, Stefano Draghi, non è di primo pelo (è da molti anni il Mister flussi elettorali del partito leader della sinistra) e ha battuto di misura il 'nuovista' Davide Corritore. Per radicare il PD dove ha perso smalto, specie nelle periferie, Draghi vuole proporre al direttivo di tornare a un sano riformismo ambrosiano vecchia scuola: riempire i circoli di servizi concreti ai cittadini. Tra le ipotesi: avviare gruppi di acquisto solidale di alimentari; aiutare gli studenti universitari a destreggiarsi nel mercato degli alloggi; promuovere le cosiddette banche del tempo, per fornire servizi pratici alla comunità su base volontaria; sperimentare i 'pub dei democratici' per ritrovarsi fuori delle cornici formali di partito. Draghi si prepara a supportare la campagna di Filippo Penati che si ripropone alla guida della Provincia nel 2009. A metà dicembre spera in Walter Veltroni a Milano per lanciare il candidato, a dispetto delle tiritere statutarie sul PD lombardo o romano, federale o centralista.

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